Archive for Dicembre, 2012

2003: azione simultanea

di Daniele Paolin, scenografo dell’evento.

Evento intermediale, il sottotitolo. Quello che è andato in scena Sabato 20 Dicembre 2003, ospitato nell’interessante spazio del Teatro Cavallerizza e voluto dal Direttore Artistico de “I Teatri” di Reggio Emilia, Daniele Abbado, può essere definito soltanto così.

Questo lavoro, ideato e diretto da Ezio Cuoghi, non nuovo ad indagini e ricerche sui rapporti fra arte e scienza, viene puntualmente definito dalle sue stesse parole nella presentazione dello spettacolo: «Il focus di questo Evento Intermediale è il Tempo. Il Tempo fisico, biologico, fenomenico, immaterico, concettuale. Ciò che la parola Tempo evoca nelle menti di noi tutti è l’oggetto diretto e indiretto di questo lavoro, attraverso le visioni della danza, della parola, e della tecnologia… E’ difficile immaginare se il Tempo sia la domanda o la risposta che precede o segue la nostra quasi impercettibile perplessità quando ci avventuriamo nel distinguere ciò che viene prima da ciò che viene poi».
Il tentativo di definire l’ambito e le motivazioni che muovono questo evento probabilmente è focalizzato altrettanto lucidamente dal pensiero di Giorgio Celli, che ha così definito il progetto generale (NOOSPHERA PROJECT) della ricerca intrapresa: «… La complicità della parte sinistra del nostro cervello non è sufficiente, bisogna chiamare in causa anche la parte destra, mettendo la ragione in sintonia con l’emozione, la percezione visiva con l’esercizio della logica, il vedere con il pensare, il pathos con il cogito. Come ottenere questo risultato se non attraverso un’opera multimediale, interdisciplinare, ad interfaccia tra scienza e arte, se non con un collage tecnologico, con un evento totale, con la simulazione di una grande profezia cosmologica?».
Una serata performativa tra arte e scienza attorno al tema del tempo, un fluire conciso e scarno di una serie di quadri che gettano luce e si interrogano sui suoi aspetti problematici (reversibilità-irreversibilità), paradossali (Achille e la tartaruga), poetici (i racconti di Calvino), non potevano che portare all’utilizzo dello spazio, già strutturalmente adatto all’evento, della Cavallerizza, semplicemente così com’è, nella sua essenza strutturale.
I testi dello stesso Cuoghi e di Giorgio Celli, guidano dunque un percorso visivo non lineare, quasi un non racconto. Quattro telecamere diventano altrettanti occhi nascosti che nutrono una retina lontana, elettronica, digitale ed un «cervello» elabora, compone, intercetta ed infine proietta, in tempo reale, su una grande ala trasparente sospesa fra le catene delle capriate in ferro di questo interessantissimo spazio, semplice nella sua conformazione perfettamente rettangolare. Ricavato dall’ex Cavallerizza della Caserma Zucchi, è stato intelligentemente dotato di due gradinate, estendibili e retrattili a seconda delle necessità, poste una di fronte all’altra: si ha la possibilità quindi di avere uno spazio pulsante nella sua doppia possibilità simmetrica ed asimmetrica di spettacolo frontale o centrale, uno spazio teatrale polivalente, destinato in particolare alla prosa di ricerca e alla danza contemporanea, a stages e workshops.
La scena, quindi, è uno spazio volutamente libero, aperto, privo di qualsiasi riferimento che possa anche lontanamente rappresentare l’elemento di un possibile décor. Non viene «nascosto» nulla.
Più che da una vera e propria scena progettata si è partiti da precise necessità drammaturgiche e comunicative, cercando di «aiutare», in maniera il meno possibile invasiva, l’ambiente, già conforme per sua natura, a trasformarsi in luogo funzionale all’evento. Nella mente di Cuoghi era già tutto chiaro e definito, ma non tanto nella mia, che ha sempre gravitato in ambiti di teatro tradizionale, molto tradizionale, qual’è il melodramma: una scatola ottica per artifici più o meno magici o più o meno decorativi. Una grande importanza ha rivestito il sopralluogo compiuto qualche tempo prima alla Cavallerizza.
La particolare vicinanza del pubblico, quasi all’interno della performance, data la mancanza di un boccascena, invitava ad una percezione a tratti concentrata e a tratti frammentaria, in un rapporto visivo così vasto. Tutto è all’insegna, se può essere concesso un termine forse impropriamente generico, di un neo antinaturalismo. Due postazioni laterali, inserite esattamente nella ritmica delle paraste che reggono l’architettura, ma cromaticamente molto diversificate, ospitano, uno di fronte all’altro, i due attori, Gigi Dall’Aglio e Roberto Abbati, voci recitanti, che appaiono e scompaiono, ripresi in primo piano da due telecamere, nei loro puntuali interventi. Dietro, sul fondo, posto diagonalmente, un grande schermo scende dalle capriate in ferro e, prima di toccare terra, risale all’indietro come una vela a riposo, curvando la linea della proiezione fino a farla sfumare verso il basso, sospendendola nella sua valenza più propriamente ponderale. La disposizione del grande schermo da retroproiezione, necessariamente centro d’attenzione assieme all’azione coreografica, risultava quasi obbligata da una serie di direttrici di ripresa e di proiezione, ma quello che si voleva accuratamente evitare era la configurazione sempre molto statica e scontata di normale «schermo» canonicamente appoggiato, teso e posto frontalmente. In contrapposizione a questo elemento, era necessario, per contrasto, collocare un «oggetto» che accogliesse le immagini fisse delle riprese: i tre monitor e le due immagini degli attori – voci recitanti, collocati molto lateralmente e quindi scarsamente visibili dalle prime poltroncine opposte alle due relative postazioni. Proprio durante il sopralluogo, cercando di identificare quella che sarebbe stata la soluzione migliore per questo totem visivo, ci siamo imbattuti quasi casualmente, durante lo smontaggio di un precedente allestimento, in un cosiddetto trabattello, una struttura vuota, leggera, di alluminio: una colonna protesa verso l’altezza delle capriate; avevamo trovato la machina funzionale al nostro deus visivo.
Al centro, uno spazio, delimitato idealmente e luminosamente nella sua perfetta circolarità, accoglie tutte le azioni coreografiche di Mauro Bigonzetti, Macha Daudel e Teresa Alves Da Silva dell’Aterballetto. Tre telecamere poste lateralmente ed una posta perpendicolarmente, riprendono ogni loro gesto e movimento. Uno speciale software (EYESWEB) messo a punto dal Prof. Antonio Camurri del DIST dell’Università di Genova e diretto, nelle sue varianti ed applicazioni, dall’Ing. Daniele Suffritti, crea una particolare miscela delle immagini proponendo, proiettata sulla grande vela, una visione insolita dei danzatori, visti contemporaneamente da tre punti, probabilmente l’avverarsi di un sogno cubista, ma sorprendentemente cinetico. Si creano personaggi «altri». Ogni danzatore ha la possibilità di avere un «se stesso» che balla assieme a lui, ed un altro ancora. L’assolo diventa duetto e contemporaneamente terzetto, quartetto, tre ballerini un corpo di ballo, in un gioco nuovo, continuamente stimolante con la propria e le altrui immagini e con la propria e altrui «azione simultanea».
L’aspetto sorprendente, quasi imprevisto di questo lavoro è stato proprio questo: l’entusiasmo creativo che ha inoculato, in tutte le componenti dello spettacolo, l’uso di questi nuovi linguaggi tecnologici e visivi, ma soprattutto nei danzatori che hanno avuto modo, forse per la prima volta, di manipolare direttamente le immagini prodotte da ogni loro gesto, creando, non senza qualche leggera difficoltà iniziale per una «naturale» appropriazione del mezzo, nuove figurazioni e nuove composizioni, interagendo con un altro tipo di realtà.
Il progetto, la cui direzione istallativa è stata curata da Carlo Ansaloni, è stato impreziosito anche da precisi spunti didattici, avendo rappresentato una prima tappa per l’avvio del Corso di Laurea Specialistica in “Progetto e cultura delle Nuove Tecnologie” dell’Accademia di Belle Arti di Brera, di cui Cuoghi, Suffritti, Paolin e lo stesso Ansaloni sono docenti.

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admin on Dicembre 5th 2012 in Nuove Tecnologie dell'Arte

Biografia di Franco Mancini

Cercando in rete la biografia di uno dei più prestigiosi studiosi di scenografia italiani, scenografo, docente, storico e critico, Franco Mancini, ho notato con grande dispiacere che mancava qualsiasi notizia. Rimedio a questa carenza per tutti coloro che sanno chi era ed anche per coloro che lo hanno soltanto sentito nominare.

FRANCO MANCINI
Estratto aggiornato della voce pubblicata nell’Enciclopedia dello Spettacolo

«Architetto, scenografo e studioso italiano di teatro, nato a Massa Lubrense (Napoli) il 20 Gennaio 1930. Laureatosi in architettura all’università di Napoli, dopo aver prestato servizio come assistente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli (1955-1962), dal 1963 al 1966 è titolare alla cattedra di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel ’67 torna all’Accademia di Napoli dove, dal ’70 all’84, ricopre anche la carica di direttore.
La sua attività di scenografo, iniziata nel 1955, si è svolta prevalentemente, con una riconoscibile coerenza di stile, a Napoli, per Eduardo De Filippo e il Teatro San Ferdinando (compagnie Scarpettina e De Filippo). Per lo stesso E. De Filippo ha allestito una serie di atti unici trasmessi dagli studi milanesi della RAI TV.
Mancini ha lavorato anche per il cinema, creando le scenografie di La sfida di Francesco Rosi (Leone d’argento al Festival di Venezia del 1958), L’isola di Arturo di Damiano Damiani (Gran premio al Festival di San Sebastiano del 1963), Lo sgarro di Silvio Siano (id.), I due della legione di Lucio Fulci (1962). Ha inoltre partecipato alla preparazione dei film La donna scimmia di Marco Ferreri e La rimpatriata di Damiano Damiani.
Le sue idee sulla scenografia, che egli rivendica (contro le esperienze occasionali di artisti figurativi) quale competenza esclusiva di una solida preparazione sia tecnica sia storico-culturale, sono esposte in alcuni articoli, tra i quali ricordiamo Scenografia: un rapporto da precisare in Critica d’arte, 1964, N. 62; Un’esperienza cinematografica: L’isola di Arturo, ivi, 1965, N. 69.
Ottimo studioso di storia della scenografia, si è occupato soprattutto di argomenti relativi al teatro locale, pubblicando in Napoli nobilissima una serie di articoli poi raccolti nel volume Scenografia napoletana dell’età barocca (Napoli, 1964)». É anche autore di un fondamentale saggio sulla scenografia del ‘900 dal titolo L’evoluzione dello spazio scenico dal naturalismo al teatro epico, Ed. Dedalo, Bari, 1975.

«Questo saggio di Franco Mancini penetra nel vivo di una esperienza che non può non considerarsi oggi come dotata di una sua specifica validità entro il sistema tradizionale delle arti, e che anzi contribuisce a mettere in crisi le sue partizioni consuete. L’esplorazione che così risulta – attraverso nomi prestigiosi, da Diaghilev a Piscator, da Stanislavski a Meyerhold, da Appia a Craig, a Bragaglia –, non ripercorre perciò sentieri tracciati, ma apre una nuova via, o una nuova ottica, su gran parte dello spazio artistico moderno e contemporaneo: entro e al di fuori del teatro».

 

 

SCENOGRAFIE TEATRALI (tutte a Napoli salvo diversa indicazione):

1955 – O’ scarfalietto di E. Scarpetta (T. S. Ferdinando, regia M. Mangini)
1956 – Nina Bonè di E. Scarpetta (Ivi, regia Id.); La venere coi baffi di M. Amendola e R. Maccari (T. Politeama, regia degli autori)
1957 – ‘Na mugliera zetella di E.Scarpetta (T. S. Ferdinando, regia R. Minervini); Era zetella, ma… di V.Scarpetta (Ivi, regia Id.); Tre cazune furtunate di E. Scarpetta (Ivi, regia A.Brissoni)
1958 – ’Nu turco napulitane di E. Scarpetta (Ivi, regia E. De Filippo); Cane e gatte di E. Scarpetta (Ivi, regia Id.); ‘A casa vecchia di E. Scarpetta (Ivi, regia Id.); La fortuna con la effe maiuscola di E. De Filippo e A.Curcio (Ivi, regia Id.); Duie marite ‘mbruglìune di E. Scarpetta (Ivi, Regia M. Mangini); Le bugie con le gambe lunghe di E. De Filippo (Roma, T. Valle, regia E. De Filippo); Anema e core di Vinti e Nelli, musiche di Tito Manlio (T. Mediterraneo, regia M. Landi)
1959 – Il processo Fiaschella di E. Scarpetta (T. S. Ferdinando, regia M. Mangini); Tanta guaie pe’ durmì di V. Scarpetta (Ivi, regia Id.); Nu figlio a pusticcio di E. Scarpetta (Ivi, regia Id.); Miseria e nobiltà di E. Scarpetta (Ivi, regia Id.); I due Sciosciammocca di E. Scarpetta (Ivi, regia Id.); Zetiello vedovo e ‘nzurato di E. Scarpetta (Ivi, regia Id.); Il medico dei pazzi di E. Scarpetta (Ivi, regia E. De Filippo)
1960 – Le nuvole di Aristofane (T. alla Floridiana, regia M.Galdieri); L’osteria di Marechiaro di F. Cerlone (T. SME, regia E. De Mura)
1961 – Vado per vedove di G. Marotta e B. Randone (T. Politeama, regia L. De Felice); Pensaci Giacomino! di L. Pirandello (Ivi, regia R. Minervini)
1962 – L’età dell ‘oro, coreografie di V. Lombardi (T. Mediterraneo)
1964 – Dolore sotto chiave e Uomo e galantuomo di E. De Filippo (T. S. Ferdinando, regia E. De Filippo)
1965 – La malizia de li femmene di F. Cerlone (T. Bracco, regia V.Viviani); L’albergo del silenzio di E. Scarpetta (Ivi, regia Id.)
1985 – Ernani di G. Verdi (Modena, T. Comunale, regia G. De Bosio)
1987 – Elisabetta regina d’Inghilterra di G. Rossini (Torino, T. Regio, regia G. De Bosio)

SCENOGRAFIE CINEMATOGRAFICHE

1957 – La sfida di Francesco Rosi (Leone d’argento al Festival di Venezia del 1958)
1962 – L’isola di Arturo di Damiano Damiani (Gran premio al Festival di San Sebastiano del 1963)
Lo sgarro di Silvio Siano
I due della legione di Lucio Fulci.
Ha inoltre collaborato alla preparazione dei film La donna scimmia di Marco Ferreri (1963) e La rimpatriata di Damiano Damiani (1963)

SCENOGRAFIE TELEVISIVE

1956 – tre atti unici di E. De Filippo: Il chiavìno, I morti non fanno paura, Il dono di Natale (regia televisiva V. Bigazzi)
1958 – La cantata dei pastori di A. Perrucci (regia V. Viviani)
1959 – Il medico dei pazzi di E. Scarpetta (regia E. De Filippo); La fortuna con la effe maiuscola di E. De Filippo e A. Curcio (regia E. De Filippo)

APPARATI FESTIVI

1960 – Per la festa di Piedigrotta, nel centenario dell’Unità d’ltalia, il carro Partenope capitale delle Due Sicilie
1969 – Per la festa di Piedigrotta, impianto scenografico dello spettacolo acquatico La leggenda di Niccolò Pesce, rappresentato, con la regia di G.Magliulo, nello specchio di mare tra Castel dell’Ovo e Mergellina
1970 – Per Natale a Napoli, coordinamento degli addobbi per sei piazze cittadine affidati ad un gruppo di artisti: Carlo Alfano (piazza Vanvitelli), Renato Barisani (piazza Carità), Gerardo Di Fiore (piazza Nicola Amore), Carmine Di Ruggiero (piazza Trieste e Trento), Mario Persico (piazza Amedeo), Gianni Pisani (piazza dei Martiri).

ALLESTIMENTI Dl MOSTRE

1975 – Illusione e pratica teatrale. Venezia, Fondazione Giorgio Cini
1978 – La Regione Campania e le celebrazioni del centenario dell’Università di Stoccolma. Stoccolma, Palazzo della Cultura, 4 -10 dicembre
1980 – Il trucco urbano, sezione della mostra Civiltà del Settecento a Napoli. Napoli, Villa Pignatelli
Vita popolare in Campania. Documenti e testimonianze. Napoli, Castel dell’Ovo
Napoli arte 80. Napoli, Casina dei fiori, luglio-settembre
Ceramiche popolari. Capri, Certosa San Giacomo
Le statue della Grotta Azzurra. Capri Certosa di San Giacomo, estate (1980 0 1981)
La Madonna dell’Idria. Napoli, Castel dell’Ovo
Natale a Villa Pignatelli. Manoscritti e miniature, sculture dipinti e disegni, scenografie e figurine presepiali. Napoli, Villa Pignatelli
1981 – Napoli nelle raccolte Alinari. Napoli, Convento di Santa Chiara, 30 aprile
Giorgio Sommer fotografo a Napoli. Napoli, Casina del Fusaro, 12 settembre
Il Vesuvio. Mito, religiosità, arte, scienza, proposte d’uso. Somma Vesuviana, Convento di Santa Maria del Pozzo, dicembre-gennaio
Natale a San Gregorio Armeno. dicembre
1982 – La scrittura e il gesto. Itinerari del teatro napoletano dal Cinquecento ad oggi, Napoli, Palazzo Reale, Galleria Principe Umberto, Castel dell’Ovo
1987 – Leopardi. Napoli, Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele
1990 – Leopardi. La vita, i luoghi, le opere. Mostra itinerante (Madrid, Chicago, New York, Berlino, Teggiano)
2000 – Johann Sebastian Bach Thomaskantor. Napoli, Conservatorio San Pietro a Majella, luglio

SOGGETTI E SCENEGGIATURE PER LA TV

1980 – Il trucco urbano
1981 – Piedigrotta. Una festa che muore
198 ?? – Il presepe napoletano

PUBBLICAZIONI

1963 – Le maschere e i carri di Carnevale nel periodo barocco, in ’Nferta napoletana. Napoli, Fiorentino
1964 – Scenografia napoletana dell’età barocca. Napoli, ESI
1966 – Scenografia italiana dal Rinascimento all’età Romantica. Milano, Fratelli Fabbri
Il Piermarini e la costruzione del teatro alla Scala, in La Scala. Milano, Nuove Edizioni
Il presepe napoletano nella collezione Eugenio Catello. Firenze, Sansoni
1968 – Feste ed apparati civili e religiosi in Napoli. Dal Viceregno alla Capitale., Napoli, ESI
1969 – Prefazione al volume di Elio Catello Francesco Celebrano e l’arte nel presepe napoletano del ‘700. Napoli, Berisio
1972 – L’allestimento scenico nell’opera dei trattatisti, in Scritti in onore di Roberto Pane. Napoli, Istituto di Storia dell’architettura dell’Università di Napoli
1975 – L’evoluzione dello spazio scenico dal Naturalismo al teatro epico. Bari, Dedalo
1980 – L’illusione alternativa. Lo spazio scenico dal dopoguerra ad oggi. Torino, Einaudi
Scenografia napoletana dell ‘Ottocento. Antonio Niccolini ed il Neoclassico. Napoli, ESI
Lindström e l’illustrazione di costume a Napoli. Napoli, SOGRAME
Il repertorio magico in Napoli e la Campania, in Guida dell ‘Espresso. Venezia, Neri Pozza
1981 – Con l’Abbé de Saint·Non alla riscoperta del popolare, in Sul Voyage Pittoresque dell Abate di Saint-Non. Napoli, SEN
1982 – Il presepe napoletano. Napoli, SEN
1983 – Il presepe napoletano. Scritti e testimonianze dal secolo XVIII al 1955. Napoli, SEN
1984 – I teatri del Veneto. Verona e Vicenza, vol. II (in collaborazione con Maria Teresa Muraro ed Elena Povoledo). Venezia, Corbo e Fiore
1985 – Gli apparati, in La scena della festa. Bozzetti ed apparati scenografici per la festa dei Quattro Altari di R. De Majo. Napoli, Guida
Pietro Fabris. Raccolta di varii vestimenti ed arti nel Regno di Napoli. Napoli, Guida
1986 – Lady Hamilton. Una donna d’altri tempi. Massa Lubrense, Il sorriso di Erasmo
1987 – Il teatro di San Carlo (1737-1987), La storia, la struttura. Napoli, Electa Napoli
Il teatro di San Carlo (1737-1987), Le scene, i costumi. Napoli, Electa Napoli
1988 – I teatri del Veneto. Padova e Rovigo, vol. III (in collaborazione con Maria Teresa Muraro ed Elena Povoledo). Venezia, Corbo e Fiore
Le feste al San Carlo, in Il Teatro di San Carlo. Milano, Franco Maria Ricci
I due Bellini, in Il teatro Bellini. Napoli, Araba Fenice
Philzpp Hackert. Un pittore cesareo alla corte di Ferdinando IV. Napoli, Grimaldi
1990 – La scena illusiva. Dallo spazio prospettico all’atmosfera drammatica, in Romolo Liverani scenografo. Faenza, F.lli Lega
1990 – Introduzione alla ristampa della raccolta: Carl Jacob Lindstrom, Panorama delle Scene Popolari di Napoli, 1832 con note di Roberto Pane. Napoli, Fiorentino
1991 – I luoghi, le feste, in Nel segno della tradizione: Piedigrotta. I luoghi, le feste, le canzoni. Napoli, Guida
Le metamorfosi di Clerici, in Fabrizio Clerici al teatro alla Scala. Milano, Edizione Amici della Scala
1993 – La Nunziatella nel vedutismo, in La Nunziatella. Napoli, Fiorentino
Schede di aggiornamento per la ristampa del volume di Raffaele D’Ambra, Napoli antica. Napoli, Franco Di Mauro
I pastori napoletani del Settecento nelle raccolte sorrentine. Napoli, Franco Di Mauro
1994 – I teatri del Veneto. Treviso e la marca trevigiana, vo1.IV (in collaborazione con Maria Teresa Muraro ed Elena Povoledo). Venezia, Corbo e Fiore
Introduzione alla ristampa del volume di Antonio Perrone, Il Presepe a Napoli. Cenni storici. Lecce, Argo
I travestimenti del Monarca, introduzione alla ristampa della raccolta Costumi della festa data da S. Maestà il di 20 Febbraio 1854 Nella Reggia di Napoli. Opera dedicata a S.A.R. L’Infante D. Sebastiano Gabriele da Luigi Marta. Napoli, Franco Di Mauro Editore
1994 – Due regni per un teatro, introduzione al volume Il Teatro Verdi. Salemo, Edizioni 10/17
1995 – I teatri del Veneto. Venezia. Teatri effimeri e nobili imprenditori, vol. I tomo 1 (in collaborazione con Maria Teresa Muraro ed Elena Povoledo). Venezia, Corbo e Fiore
1996 – I teatri del Veneto. Venezia e il suo territorio. Imprese private e teatri sociali, vol. I tomo I1 (in collaborazione con Maria Teresa Muraro ed Elena Povoledo). Venezia, Corbo e Fiore (I° premio Salotto Veneto 1997)
1997 – L’arredo urbano ovvero perennità dell’effimero, in Cosimo Fanzago, Protagonisti nella storia di Napoli n. 7. Napoli, Elio De Rosa Editore
I teatri di Natale, in Presepe napoletano. Napoli, Franco Di Mauro Editore
ristampa del volume Feste ed apparati civili e religiosi in Napoli dal Viceregno alla Capitale. Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane
1998 – Il presepe napoletano nel mondo. La raccolta Bordoni. Napoli, Franco di Mauro Editore
1999 – Il presepe napoletano nel mondo. La raccolta Scarlato. Napoli, Franco Di Mauro Editore
Il presepe napoletano nel mondo. La raccolta Roberto Catello. Napoli, Franco Di Mauro Editore
Nuove finalità e vecchie consuetudini negli spettacoli della Repubblica Napoletana, in Napoli I799 (in collaborazione con Maria Rascaglia). Napoli, Franco Di Mauro Editore
2001 – Il presepe napoletano nel mondo. La raccolta Soricelli. Napoli, Franco Di Mauro Editore.
Ferdinando II. Da Re Bomba a Re alle armi, introduzione alla ristampa del Torneo di Caserta. Napoli, Franco Di Mauro Editore.
2006 – Il presepe napoletano nel mondo. La raccolta Giuseppe Lembo. Napoli, Franco Di Mauro Editore.

COLLABORAZIONI A CATALOGHI

1966 – Un pretesto e qualche idea, in Il presepe Cuciniello. Mostra di pastori restaurati.Napoli, Museo di San Martino
1970 – La produzione del periodo borbonico, in Figure presepiali napoletane dal sec. XIV al sec. XVIII, Napoli
1972 – Naples & its region. Boston City Hall
1975 – Illusione e pratica teatrale (a cura di Franco Mancini, Maria Teresa Muraro, Elena Povoledo). Venezia, Neri Pozza
1980 – Il trucco urbano, in Civiltà del Settecento a Napoli. Firenze, Centro Di
1982 – La commedia dell’arte e il teatro erudito e Il concreto evanescente per la mostra La scrittura e il gesto. Itinerari del teatro napoletano dal Cinquecento ad oggi, Napoli, Guida
1984 – L’immaginario di regime. Apparati e scenografie alla corte del vicerè, in Civiltà del Seicento a Napoli. Napoli, Electa Napoli
1985 – L’illustrazione di costume, in Gouaches napoletane del Settecento e dell ’Ottocento. Napoli, Electa Napoli `
1986 – Gli scritti di Pietro Gonzaga (in collaborazione con Maria Teresa Muraro), in Omaggio a Pietro Gonzaga. Centro culturale Longarone
I sentieri neodorici dell’effimero, in La fortuna di Paestum e la memoria moderna del Dorico (1750-1830). Firenze, Centro Di
1989 – La scena è bella: oggettività e trasfigurazione negli allestimenti dannunziani, in Arte italiana. Presenze 1900-1945. Milano, Fabbri-Bompiani
1997 – Figurinisti e sartori dal rococò al romantico, in Costumi di Odette Nicoletti per Le convenienze e le inconvenienze teatrali di Gaetano Donizetti. Napoli, Gaetano Macchiaroli Editore
La scenografia sancarliana all ‘epoca di Donizetti; I teatri dei Borbone. Due storie in centoimmagini; Cronologia degli spettacoli (1822-1860), in Donizetti e i teatri napoletani nelI ‘Ottocento, (mostra a cura di Franco Mancini e Sergio Ragni). Napoli, Electa Napoli
Perennità dell’effimero, introduzione al catalogo della mostra Capolavori in festa. Effimero barocco a Largo di Palazzo (1683-1 759). Napoli, Electa Napoli
Giacomo Pregliasco in Raccolte teatrali tra classico e parodia. Napoli, Electa Napoli
Gli scenografi di Piccinni nei teatri napoletani, in Piccinni, Bari 2000

COLLABORAZIONI A CONVEGNI, RIVISTE, ENCICLOPEDIE

1955-1965 – voci: Vincenzo Re, Antonio Niccolini, Attilio Colonnello, Ezio Frigerio, Lorenzo Ghiglia, Eugenio Guglielminetti, Maurizio Monteverde, Gian Franco Padovani in Enciclopedia dello spettacolo. Firenze -Roma
1961-1962 – Opere e Scenografi a Napoli nel secolo XVIII in Il San Carlo, anno III, fasc.]; anno IV, fasc. II e IV
1961 – Introduzione alla storia della scenografia napoletana, in Napoli nobilissima, anno I, fasc. II
1961 – Due teatri napoletani del XVII secolo: il Nuovo ed il San Carlo, in Napoli nobilissima, anno I, fasc. III
1962 – Appunti per una storia della scenografia napoletana del Settecento. L’epoca d’oro: Pietro Righini e Vincenzo Re, in Napoli nobilissima, anno I1, fasc. Il
Appunti per una storia della scenografia napoletana del Settecento. Il periodo della decadenza: 1762-1806, in Napoli nobilissima, anno II, fasc. IV
1963 – Appunti per una storia della scenografia napoletana del ’700: i teatri Minori e le case private, in Napoli nobilissima, armo III, fasc. I
1964 – Un’ autobiografia inedita di Antonio Niccolini, in Napoli nobilissima, anno III, fasc. V
Scenografia: un rapporto da precisare, in Critica d’arte, anno XI n.s., fasc.62
1965 – Un’esperienza scenografica: L’isola di Arturo, in Critica d’arte, anno XII, n.s., fasc.69
1967 – L’attribuzionismo presepiale e Giuseppe De Luca, in Napoli nobilissima, anno VI, fasc. I-II
1968-1969 – Scenografia romantica, in Critica d’arte, anno XV n.s., fasc.96 e 98; anno XVI n.s., fasc.104
La scenografia del presepe nella storia della teatralità napoletana. Betlemme del Vesuvio, in Il Mattino illustrato, 22 dicembre 1979, anno III, nn.5l-52 ·
1978 – Alcune note sul rapporto sala-scena nel teatro all’italiana, in Venezia e il melodramma nel Settecento, Firenze Olschki
197(?) – voce Scenografia, in Enciclopedia Treccani, volume di aggiornamento
1980 – Il Teatro più bello, in Campania stagioni, fasc.1
Uno svedese a Napoli: Lindstrom e i costumi popolari, in Campania stagioni, fasc, 2
1980 – Varie voci in Enciclopedia del teatro del 900, Milano Feltrinelli
1981 – Apparati e scenografie nel ’700 napoletano, in Campania stagioni, fasc. 3
Luigi Correra, Il presepe a Napoli, con una nota di F. M., in Campania stagioni, fasc.4
L’arte di fare presepi è perduta per sempre, in Qui Touring, dicembre 1981, armo XI, fasc. 37-38
1982 – Genesi e sviluppo dell’iconografia di Pulcinella, in Campania stagioni, fasc. 5
1984 – Piazze, feste ed apparati, in Campo, anno V, fasc.18-19
1986 – Il San Carlo negli scritti dei viaggiatori stranieri, in Campo, anno VII fasc. 25-26
1989 – Il rovinismo nella scenografia del Settecento (con la collaborazione di Pino Simonelli), in Il teatro a Roma nel Settecento. Roma, Enciclopedia Treccani
1993 – Il presepe a Sorrento, in La terra delle Sirene n.8
1995 – I teatri di Natale, in Il Mattino ??? dicembre
1996 – L’arredo urbano, ovvero perennità dell’effimero, in Cosimo Fanzago, fascicolo N.7 della serie I protagonisti della storia di Napoli. Napoli, Elio De Rosa Editore
1998 – Per una ricostruzione virtuale del teatro Novissimo, in Giacomo Torelli (1604-1678). Fano, Centro Teatro (Atti del convegno tenuto a Fano nel 1996)

COLLABORAZIONI VARIE

Storia di Napoli. Napoli ESI; Il Mattino; Quaderni di teatro; Scena

CONSULENZE

1985 – Incarico del Comune Massa Lubrense per il restauro del Castello aragonese con il progetto di un teatro all’aperto (arch. Salvatore Zarrella).
1987 – Incarico del Teatro Comunale di Modena perla sostituzione del Sipario
1990 – Incarico della Soprintendenza di Coordinamento per il restauro della Cavallerizza del Palazzo Reale di Napoli da adibire a museo teatrale (arch. Antonio Quistelli e Alfredo Bisogni)
2000-2002 – Progetto del costituendo museo del San Carlo, su incarico conferito dalla Soprintendenza del teatro
2002 – Consulenza per l’allestimento del Presepe di corte nel Palazzo Reale di Madrid, su invito del Patrimonio Nacional
2008 – Consulente del Commissario straordinario per l’allestimento ed il coordinamento del costituendo Museo storico del San Carlo

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Dora Amato, Alberto Bertolini, Vincenzo Buonassisi, Michele Buonomo, Elio Cadelo, Giovanni Calendoli, Francesco Vanessa, Mario Cattafesta, Raffaello Causa, Angelo Cavallo, Stella Cervasio, André Chastel, Rita Cirio, Almerico De Angelis, Ghigo De Chiara, Paola Del Vecchio, Angelo Di Giacomo, Ugo Di Pace, Fabio Doplicher, Maurizio Fagiolo dell’Arco, Anna Maria Fierro, Enrico Fiore, Gianfranco Folena, Mario Forgione, Carlo Franco, Federico Frascani, Arturo Fratta, Donatella Gallone, Pietro Gargano, Giacomo Ghirardi, Guglielmo Gigli, Enzo Golino, Gino Grassi, Luigi Greci, Franco Carmelo Greco, Clemente Hellenger, Angelo Jaccarino, Ruggero Jacobbi, Riccardo Lattuada, Sergio Lori, Gennaro Magliulo, Filiberto Menna, Roberto Minervini, Atanasio Mozzillo, Augusto Muojo, Gino Nogara, Sandra Orienti, Roberto Pane, Rosanna Pecchio, Domenico Petrocelli, Mario Pomilio, Elenora Puntillo, Ermanno Rea, Pierre Restany, Paolo Ricci, Pino Simonelli, Michele Sovente, Mario Stefanile, Max Vajro, Lea Vergine, Mercedes Viale Ferrero, Clara Zambonini

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admin on Dicembre 5th 2012 in Teatro